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Vacanze social: sì o no?

Agosto, tempo di vacanze e di pochi pensieri, evasione e relax… Mare, montagna, orizzonti aperti, si riposa il corpo e la mente, si spazia con lo sguardo, si scoprono posti nuovi, si assaggiano saporite pietanze in bella compagnia, cosa volere di più? Ma un buon libro, ovviamente (ecco qualche idea di lettura, nel caso), oppure anche più di uno, perché no?

Perché non c’è tempo: bisogna essere social! Voi dite?

Vacanze social: tendenza, abitudine o, semplicemente, noia?

Volenti o nolenti, appena si hanno due minuti liberi ci si ritrova con il naso nello schermo del cellulare. Cosa succede allora quando abbiamo tutta una vacanza per noi? Una ricerca commissionata dal famoso sito booking.com (potete leggere i dettagli in questo articolo) dimostra che nel primo giorno di vacanza, dopo aver disfatto la valigia e aver scoperto la struttura che li ospita, la maggior parte dei vacanzieri impiegano il loro tempo on-line (e, se andate in vacanza apposta per essere social, eccovi le destinazioni più instagrammabili secondo La Stampa).

La fotogenica isola greca Santorini
Ph@theglamandtheglitter.com

Condividere dove si è e cosa si sta facendo, leggere recensioni, cercare posti per mangiare nelle vicinanze – da fare c’è tanto, vorrete mica rimanere indietro? Mentre spedire una cartolina del posto e chiedere a qualcuno del luogo dove si mangia bene sembrano attività obsolete, resta la domanda sul perché di cotanta connessione. Ci si sente forse soli, si teme di restare tagliati fuori, si ha paura che il mondo si fermi se non si spiattella immediatamente dove si è e cosa si fa (comunicazione di servizio: il mondo continuerà a girare per parecchio persino dopo che il nostro ultimo post sarà condiviso), ci si annoia oppure non si sa più vivere diversamente? Forse la risposta ha dentro un pizzico di tutto questo. E magari qualcosa in più.

Vacanze social: farsi vedere o guardare la vita degli altri?

Se è chiaro che un’intera schiera di bloggers, vloggers, influencers, youtubers, instapoets e quant’altro (una veloce ripassata dei nuovi mestieri in questo articolo di La Repubblica) vivono di questo – ossia post a raffica di: locations da sogno per lo più irraggiungibili per i comuni mortali, griffatissimi outfits con abiti o accessori ancora non usciti sul mercato, profondissimi contents a cui sei costretto a mettere like per non sembrare che tu non abbia capito; per tutti gli altri noi (ossia: la stramaggioranza) l’obbligo di passare la vita sui social viene un po’ meno, specie in vacanza. Eppure…

Che ci sia dunque un collegamento più perverso fra quelli che vogliono essere guardati e quelli che guardano? Passiamo quindi la maggior parte del nostro tempo a guardare le vite degli altri nella (vana) speranza di poterle vivere?

“Chi legge vive mille vite prima di morire.”

George R.R. Martin

Se questo vale per la lettura, perché non dovrebbe valere anche per i personaggi social? D’accordo, i libri trasmettono un messaggio, hanno una morale a volte, spesso insegnano qualcosa, fanno pensare, spingono a farsi domande, a riflettere… I tempi cambiano, tutto va veloce, guardare 15 stories è molto più immediato che leggere un libro, gli influencers si chiamano così per una ragione, capire una caption è molto meno impegnativo che comprendere Anna Karenina (a proposito, lei sì che frequentava posti favolosi e indossava abiti da sogno – suoi, per di più), quindi ci si adegua, no?

Vacanze non social: è possibile?

Tutti i trend hanno dei contro-trend, ecco quindi che nascono le vacanze digital detox, sempre più richieste ultimamente, specie dagli influencers e compagnia bella (non è tutto un meraviglioso controsenso?). Posti lontani dal mondo connesso, meglio se senza elettricità (mi raccomando: non scordate batterie e power-bank per poter immortalare tutto! Posterete a vacanza detox finita, altrimenti che senso ha fare una vacanza non social se non la si può condividere?), silenzio e raccoglimento – ecco cosa ci vuole.

Non si è mai troppo lontani dalle tentazioni

Potete farvi un giro qui per qualche destinazione in merito – si consiglia di portarsi addirittura un libro –, ma forse non serve tutta questa organizzazione estrema, forse basta solo godersi l’attimo, forse è sufficiente vivere la propria vita come se fosse importante, o forse, come più prosaicamente pensavo, ci si può impicciare direttamente del vicino di lettino.

Buone vacanze a tutti e, soprattuto: Buone Letture a tutti!

 

Annabelle Lee