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Maria Samonà

Di origini siciliane, lavora come arteterapeuta e da circa 25 anni gira l’Italia fra seminari e eventi dedicati. Pubblica articoli sull’argomento e anche sui fiori di Bach sia sulla rivista Kairos (non più edita) e sulla rivista francese Tournant. Pubblica anche per la rivista “Lettere”.
Sempre sui fiori di Bach pubblica il libro “Fiori di Bach colori per l’anima” edizioni Daelli.
Vince il premio Giovane Holden.

10 DOMANDE PER UN AUTORE

  • Cosa ci puoi dire di te e cosa no?
    Curiosa come domanda. Di me posso dire ciò che è scritto già: nome cognome, curriculum vitae, lavoro di armonizzatrice biografica con le arti figurative, etc. etc. Decisamente fuori razza come scrittrice, mi alzo presto, pulisco la casa a fondo ogni giorno ( ho cani e gatti), mi piace sfaccendare, cucinare, leggere, studiare, non ho mai un momento di tregua. La notte dormo, già dalle 23.30.
    Mi intriga più quello che non posso dire: quanto e come sia ciò che sta dietro una biografia e il filo che collega tutti gli eventi in un grande titolo: “Il progetto di vita: sei nato per questo grande elaborato”! Il mio lavoro è aiutare in questa consapevolezza.
  •  Cosa scrivi e perché?
    Cosa scrivo? Storie di donne che non sanno di essere, donne che si sono dimenticate di esistere davvero.
    Perché scrivo di loro non saprei… forse perché attribuisco all’Essere femminile la capacità di spiegare il mondo.
  • Cosa manca nell’attuale panorama letterario e cosa c’è di troppo?
     La cosa più invidiabile della scrittura di un tempo è la sensazione di entrare, aprendo le pagine, in un mondo che vedi e crei nei particolari. Ho l’impressione che sempre più, se non curiamo il sentimento vero, restiamo fuori dalla porta, in un groviglio di parole che non creano immagini.
  • Come convinceresti il lettore a leggere di più? Quando si è letto abbastanza?
    Leggere di più, smettere di farlo rientrano nella libertà dell’individuo, che io ritengo sacra
  • Vivi di scrittura? O per la scrittura?
    Vivere di scrittura è un po’ il mio sogno… una casa a Milazzo con terrazza sul lungomare, vita appagata, vita sociale con gli amici e tanta creatività con cui essere remunerata. Ma io faccio un lavoro che amo molto e che non credo lascerei.
  • Qual è il tuo ultimo progetto?
    Sto lavorando a una storia basata su un personaggio femminile storico, minore, nel quale faccio rivivere molta della mia interiorità, intuendo anche la sua di anima. Lei in questo libro narra di sé e di altre due donne sue rivali, veramente vissute: tre donne, tre anime; una sola donna, una sola anima diversificata.
  • Qual è il tuo prossimo progetto?
    Il mio prossimo progetto è anche scrivere quaderni di astrobiografia: una armonia tra movimenti planetari e leggi biografiche, in piccoli quaderni.
  • Quali sono i pro e i contro della scrittura?
    La scrittura esalta l’immaginazione personale e inoltre esalta la libertà. È qualcosa che sta in uno scrigno: il libro, se lo apri, si anima in una storia; se lo chiudi si ferma, ma è lì, per sempre, per te.
    Non vedo contro al momento.
  • Dove andresti e cosa porteresti con te?
    Mah, cosa non deve mancare?
    Io si sa: sono una casalinga, e quindi una donna che spero vera… per me l’amore non deve mancare mai. E insieme all’amore la speranza, lo stimolo positivo quando chiudi l’ultima pagina.E però, a proposito di ultima pagina, un libro è un vero libro, quando soffri un po’ avvicinandoti alla sua fine e non vorresti più lasciarlo.
  • Perché resti?
    Sono dove devo essere.

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