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Richiesta al mare

Ti ho chiamata
perché ho pensato
che mi dovresti insegnare
come fare a governare
la zattera dei sentimenti,
tu che puoi salpare
e veleggiare
senza mai approdare
in qualsivoglia quiete,
visto che i porti sono chiusi,
visto che noi ci siamo illusi
di mantenere al largo
l’ecosistema delle paure
nostre, vostre e imposte
da chi ravvisa il danno
lontano da se stesso.
Ho pensato
che mi potresti dare
i punti di riferimento
e gli appunti di orientamento,
a me che mi smarrisco
astemio, in un bicchiere d’aria,
e non la imparo mai
la lezione di vita,
nemmeno in differita
neppure di sfuggita,
tanto sto disattento:
ho la testa tra le nuvole,
la coscienza inconsapevole,
la morale disdicevole
e non mi va di dare un prezzo
alle mie ultime briciole
di integrità,
anche se oggi tutto costa
e non c’è mai risposta.

 

Rosso Groviglio