• No products in the cart.
Massimo Crispi

Massimo Crispi

Di origini  siculo-toscane, è cantante lirico, giornalista, fotografo, musicologo, critico letterario e musicale, scrittore. I suoi romanzi e racconti, così come i saggi, hanno quasi sempre una colonna sonora interna, composta dagli infiniti brani che hanno fatto parte della sua vita, dall’opera al madrigale, dal rock al jazz, dal musical alla sinfonica, che ha eseguito in teatri e festival prestigiosi in Italia e in Europa.

La sua prima opera letteraria è stata “Il primo fu Odisseo”, libro di viaggio dedicato alla Sicilia, nel 2000, per Vallardi.

Dopo una lunga pausa, durante la quale però sono apparsi articoli, saggi e racconti su riviste specializzate e dove gli sono stati conferiti menzioni e premi letterari (Nabokov 2023, La scrittura 2023, Rotary Libertà Palermo 2024, È un vero mistero 2024), “Cantami o Diva” è il suo primo romanzo a essere pubblicato.

10 DOMANDE PER UN AUTORE

1. Cosa ci puoi dire di te e cosa no?

Che si può dire: non saprei. Preferisco che siano gli altri a dire di me. Poi, casomai, li correggo o li integro, anche perché posso essere frainteso. Cosa non si può dire: si fa ma non si dice.

2. Cosa scrivi e perché?

Scrivo perché per me è un modo di comunicare. Scrivo di tutto ciò che conosco, naturalmente, e se non lo conosco m’informo. Forse anche perché ho molte cose da dire e raccontare. E poi anche perché scripta manent. È la prosecuzione del mio lavoro di cantante: prima comunicavo colla voce, direttamente al pubblico, le emozioni che gli autori avevano scritto su carta; adesso l’autore sono io e uso la scrittura, e mi pare che venga bene anche così. Credo si chiami stile e funziona anche quando prepari un piatto di pasta alla Norma per gli amici. Dipende anche dall’affetto che ci metti dentro, la scrittura.

3. Cosa manca nell’attuale panorama letterario e cosa c’è di troppo?

In quello italiano, trovo che manchi sempre più spesso, in questi ultimi tempi, un respiro più ampio, delle grandi storie con grandi sentimenti, progetti, idee, epiche. Anche cose sgradevoli, eh, come quelle delle sventurate tipo Moll Flanders. Invece calma piatta. E anche l’eleganza nella scrittura non se la passa tanto bene, prevale una lingua sciatta. Spesso sono storie intimistiche, buona parte delle quali non si comprende bene perché debbano essere rese note. Cioè, si può anche fare, ma bisogna avere qualcosa da dire, soprattutto da aggiungere al già detto. Ecco, quanti di coloro che scrivono (che non significa che siano scrittori) hanno in realtà veramente qualcosa da dire? Che c’è di troppo? La banalità, erta a paradigma dal Maurizio Costanzo Show, il premio Nobel accanto alla coatta di periferia che hanno lo stesso peso. Potreste dire che il vincitore dell’isola dei famosi che scrive un libro sia uno scrittore? Eppure, se lo fa, la gente crede che lo sia, anche perché chi lo pubblica sfrutta l’onda di popolarità anodina di cui quel “vincitore” gode. Spazzatura. Ricordo un inutile libro di animali parlanti che vinse il Campiello qualche tempo fa. Era veramente insopportabile.

4. Come convinceresti il lettore a leggere di più? Quando si è letto abbastanza?

Inizierei dall’alfabetizzazione. Forse i lettori di oggi sono disabituati alla ricchezza idiomatica e sintattica della nostra lingua bella e musicale. Poi sono stufo di sentire che oggi i lettori vogliono altro. È che si dà altro ai lettori per pigrizia, per conformismo, per chissà che motivi. Se c’è una storia avvincente e scritta bene i lettori non possono che gioirne. Le responsabilità sono miste, anche il sistema editoriale non facilita la qualità della lettura. Una cosa che credo oggi determini la qualità della lettura è la percezione del tempo. Oggi la cifra interpretativa della realtà è la velocità: il tempo di leggere un messaggio su X o WhatsApp e la lettura già stanca. Andrebbe recuperata la dimensione temporale ma come si fa in un’epoca in cui, addirittura, si inserisce anche l’intelligenza artificiale a scombinare le carte? Non c’è più nemmeno la pazienza (o la capacità) di comporre una frase di senso compiuto, magari con una subordinata di primo grado, troppo faticoso, tanto c’è l’IA. Tutto troppo rapido, senza il tempo di riflettere, senza il tempo di capire che cosa si stia leggendo, chi siano i personaggi, dove si svolga la vicenda, perché agiscano così. Tutto parte dal tempo che si vuole dedicare alla lettura e poi, certo, influisce anche la qualità di ciò che si legge.

5. Vivi di scrittura? O per la scrittura?

Vivere di scrittura? Se mi dà da mangiare? Ancora no, ma spero presto di sì. Dipende anche da quanto un editore investe sui suoi autori, no? Per la scrittura… diciamo che oggi la scrittura è parte fondamentale della mia vita.

6. Qual è il tuo ultimo progetto?  

Cantami o Diva, appunto.

7. Qual è il tuo prossimo progetto?

Non ce n’è solo uno. Ho cinque romanzi già completati, due pamphlet satirici, due raccolte di racconti… un romanzo nuovo, una saga siciliana esilarante, è già a metà. Ma poi vedremo dove mi porterà la scrittura. Uno dei pamphlet, in stile buzzatiano-swiftiano, sarà pubblicato il prossimo ottobre, questo forse si può considerare il prossimo progetto. È un’opera con linguaggi misti, teatro, poesia, farsa, scienza, saggistica, e così via, sul Natale, vivisezionato in tutti i suoi aspetti, visto con un occhio distaccato e ironico: Noël sans frontières (come salvarsi dal Natale senza rinunciare al panettone), come se fosse una corsa a ostacoli dell’ormai estinta e fortunata kermesse televisiva Jeux sans frontières, appunto.

8. Quali sono i pro e i contro della scrittura?

Perché, ci sono dei contro?

9. Dove andresti e cosa porteresti con te?

Io vado di continuo dovunque senza muovermi da casa. Sono disabile ma viaggio moltissimo colla mia mente e, finché funzionerà, conoscerò paesi meravigliosi. Tutto il necessario sta dentro di me. Forse, se viaggiassi, oltre al ventilatore notturno, il girello, il computer portatile, porterei la foto di mamma e papà quand’erano giovani. Devo a loro la mente aperta.

10. Perché resti?

Resto in questo mondo perché la vita è troppo breve per sprecarla colla tristezza.

Titoli dell'autore

Cantami o Diva

Segui l'autore