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Strenua pioggia

Data la strenua pioggia
grondano i cedri esclusi
dalla moria corale
per null’altro credito
che la lor fermezza
d’un eterno verdeggiare
al di là della stagione.
E io li osservo,
scomposto un sol momento
dal perenne blaterìo
dei miei pensieri,
loro sì morenti.
Già li scalcio via
nel croccante accartocciarsi
delle foglie morte:
la funesta sorte
dei miei versi rinnegati.
Li ho scartati, son severo,
per null’altro scopo
che drenarmi il sangue,
reso torbido dai dubbi
sulle ambite rime,
sgocciolanti cime,
data la strenua pioggia.

Orazio C.