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Le famose sconosciute: Caroline Herschel

La storia che voglio raccontarvi si potrebbe intitolare Caroline Lucretia Herschel – l’immigrata fra le stelle. Non perché lei sia un’altra stella che illumina lo splendente cielo costellato da famose sconosciute, e neanche perché parlare di immigrazione sia politically correct. No. Semplicemente voglio seguire il percorso di questa donna con gli occhi del XXI secolo.

Le origini di Caroline Herschel

Caroline nasce nel 1750 a Hannover, Germania, ottava figlia di un musicista arruolatosi come soldato e ritornato a casa in pessime condizioni di salute. Ma neanche lei e i suoi fratelli se la passano benissimo: infatti Caroline è l’unica sopravvissuta fra le figlie femmine, oltre alla sorella Sophia, sposata da quando Caroline ha cinque anni. Questo significa che le faccende di casa spettano a lei, compito in cui la madre crede vivamente, relegando la figlia al ruolo di serva.

È il padre – più aperto mentalmente – che si dedica alla figlia, insegnandole a leggere e a scrivere, considerando che la sua cultura sia importante quanto quella dei figli maschi. La madre però non la pensa così. E tutto peggiora all’età di dieci anni, quando Caroline si ammala gravemente di tifo: la sua crescita viene bloccata dalla malattia – non supererà infatti 1,30m di altezza – e soffrirà di perdite di vista all’occhio sinistro. La madre è devastata, non dalle sofferenze della piccola, ma dalla certezza che non troverà mai un marito per lei, dovendo quindi tenersela per sempre in casa. Potete immaginare il clima amorevole in cui Caroline è costretta a crescere.

Impuntandosi con il marito che insiste sul percorso educativo della figlia, la madre predispone da subito per lei una carriera da servetta, in modo da poter sfruttare al meglio le sue “poche” capacità, limitando così i danni di un futuro sfumato. Il padre di Caroline le dà comunque lezioni ogni volta che la madre è assente, la include nelle lezioni di violino dei fratelli, la incoraggia a imparare il francese. Una vicina le insegna a ricamare, Caroline partecipa alle prove del coro, inizia insomma a farsi conoscere per la sua volontà di apprendimento. Appena la madre capisce il pericolo di una eventuale indipendenza della figlia, vieta immediatamente qualsiasi attività che possa consentirgliela.

La decisione di immigrare

Dopo la morte del padre, la situazione di Caroline è tutt’altro che rosea. Pochi sono i dettagli arrivati fino a noi, Caroline brucia tutti i suoi diari prima di morire, possiamo però figurarci lo stato di tristezza e solitudine in cui vive la giovane ragazza.

Ecco perché, quando William, il fratello andato in Inghilterra per fare il musicista, le chiede se vuole raggiungerlo, possiamo solo immaginare i dubbi e il tormento di Caroline. Lasciare la sua casa, affrontare un viaggio da sola (siamo nel XVIII secolo), andare in un paese sconosciuto senza conoscere la lingua… Mette pensiero farlo oggi, figuriamoci a quei tempi.

Affrontata la madre – che la prende malissimo, addirittura serve l’intervento dei fratelli per convincerla –, Caroline parte, raggiunge il fratello a Bath, si rimbocca le maniche, impara l’inglese, si occupa della casa, apprende la musica, supporta il fratello nei concerti come vocalist, insomma: dimostra una rara tenacia e una grandissima forza interiore. A soltanto 22 anni.

William, occupatissimo nella sua carierra da musicista, trova però del tempo per lei: le insegna musica, aritmetica, le trova un insegnante di danza. Caroline progredisce costantemente; oltre al canto impara a suonare qualche strumento, in modo da poter accompagnare il fratello nei concerti. Viene notata anche come solista soprano, le vengono proposti vari incarichi a cui lei rinuncia per poter continuare a supportare il fratello.

L’inizio della carriera astronomica

Oltre la musica, la passione di William è l’astronomia, sempre di più trascura infatti i suoi impegni artistici per dedicarsi alla costruzione di telescopi e lenti e allo studio dei cieli. Fedelissima, Caroline segue il fratello in questa sua nuova passione, dedicandogli tutto il suo tempo, nonostante rimpianga la sua appena iniziata carriera da musicista. Oltre a gestire la casa e a cantare quando richiesto, la ragazza lo aiuta a molare e lucidare le lenti telescopiche, lavoro durissimo che può prolungarsi anche per 16 ore al giorno. È così che scopre il mondo delle stelle, ne resta affascinata e inizia a seguirle ogni notte, annottando le sue scoperte. Caroline studia moltissimo, impara a conoscere e distinguere i corpi celesti, ricopia i cataloghi astronomici di cui si serve il fratello, ogni notte scrive e riorganizza le osservazioni di William, lavoro per cui serve particolare attenzione, rapidità e precisione.

Sir William Herschel and Caroline Herschel. Coloured lithogr
Credit: Wellcome Library, London.

Le scoperte

Nel 1782 i due fratelli eseguono

gli ultimi concerti: William accetta il ruolo di astronomo privato alla corte di George III e inizia a dedicarsi completamente alla sua più grande passione, dando per scontata l’assistenza della sorella.

I due si trasferiscono a Datchet, un piccolo villaggio nei pressi del Castello di Windsor, per essere più vicini ai reali. Caroline non è per nulla contenta della nuova sistemazione: la casa che hanno presso in affitto cade a pezzi, il soffitto perde, la servitù è composta da ladri e lei deve di nuovo iniziare a sgobbare per tenere tutto insieme. In più, il posto è davvero isolato, lontano dalla cultura cosmopolita di Bath. Mentre William lavora su un catalogo di oltre tremila stelle e studia le doppie stelle, a Caroline viene richiesto di esplorare il cielo con meticolosità ogni notte e ad annotare eventuali oggetti strani. Il lavoro le risulta noioso, eppure è l’unica cosa in cui si può rifugiare: finisce dunque per appassionarsene seriamente.

Nel 1782 Caroline inizia il suo primo catalogo di annotazioni astronomiche (insieme ai suoi prossimi due libri si trova oggi presso la Royal Astronomica Society of London). Nel 1783, William finisce un nuovo telescopio per la sorella: lei inizierà immediatamente a usarlo alla ricerca di comete, mentre il fratello si dedica alla scoperta delle nebulae. Tuttavia, il fratello non riesce a proseguire il lavoro da solo, ha costantemente bisogno della sorella per la trascrizione dei dati e per la comparazione con i cataloghi esistenti.

I cataloghi del tempo sono spesso inesatti, contengono molti errori, rallentando di molto il lavoro di Caroline, ecco perchè inizia lei stessa una revisione accurata dei testi. Dalle 500 stelle e nebulae catalogate arriva a oltre 2000, il lavoro viene pubblicato nel 1802 dalla Royal Society con il nome del fratello, ma fino alla fine della sua vita lei si dedicherà ad ampliare e perfezionare questa lista, aggiungendo altri 2500 corpi celesti. La catalogazione di Caroline Herschel è conosciuta come New General Catalogue e tutt’oggi oggetti non stellari sono conosciuti con il loro numero NGC.

Nel 1786 Caroline scopre la sua prima cometa, William la presenta a corte intitolandola “la cometa di mia sorella” e spesso questa scoperta viene erroneamente indicata come la prima fatta da una donna (cosa invece avvenuta nei primi del 1700 da Maria Kirch, la C / 1702 H1, però attribuita al marito Gottfried Kirch: le donne a quei tempi mica scoprivano comete).

Entro il 1797 Caroline scopre altre sette comete e conquista sì un primato: quello di essere la prima donna in Inghilterra pagata per il suo lavoro astronomico con uno stipendio di 50 sterline annue, ricoprendo per la prima volta una posizione governativa su incarico di George III. Le figure scientifiche governative all’epoca sono poche anche per gli uomini, ecco perché il riconoscimento ha un doppio valore per la caparbia Caroline.

Finalmente indipendente, Caroline dedica la sua vita alla ricerca astronomica, le sue ricerche e scoperte vengono pubblicate da prestigiose istituzioni e riceve vari riconoscimenti e medaglie.

Dopo la morte del fratello torna a Hannover, dove continua ad aiutare il nipote che segue la strada del padre. Per via dell’architettura della città che impedisce l’osservazione dei cieli, Caroline dedica i suoi ultimi anni a perfezionare il suo lavoro di catalogazione, collabora con moltissimi studiosi dell’epoca, è attiva nel corpo e nella mente.

Photo by SSPL/Getty Images

Muore a 98 anni; sulla sua tomba l’iscrizione:

“Lo sguardo di colei che è passata alla gloria fu qui in terra rivolto verso il cielo stellato.”

L’asteroide 281 Lucretia scoperto nel 1888 porta il suo secondo nome e il cratere sulla luna C. Herschel ne omaggia il ricordo.

Se amate l’argomento: altra donna astronoma: Henrietta Swan Leavitt.

Considerazioni

Non bisogna essere uomini per poter guardare il cielo. Eppure, ancor oggi le statistiche dimostrano una grande discrepanza fra gli astronomi uomini e quelli donna: l’età del massimo rendimento nel campo si aggira fra i 30 e i 40 anni, periodo che coincide con la maternità. E, a quanto pare, figli e stelle non vanno d’accordo: entrambi non dormono la notte.

Annabelle Lee