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Il venditore

Sveglio la mia incoscienza
con scadenza regolare
e corro per guadagnare
l’illusione più consueta.
Svendo i migliori sorrisi
a gente senza nome
che non bisogna nulla
ma spinge per comprare.
E adagio carezze foniche,
melliflue di finzione,
su tanti portafogli
quanti me ne presenta
la ronda del mercato.
Mi viene silenziato
il fragore degli scrupoli
che mi deflagra dentro
e uccido da spietato
le remore del cuore,
le grane del tremore
che scuotono l’onesto.
Silenzio,è ancora presto
per togliere il costume
del bravo venditore,
l’epigono dell’attore
che stringe lesto accordi
per soli quattro soldi.

Rosso Groviglio