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Davvero, grazie

Dove riposa il cuore
gocciola pigramente
un flebile ricordo
denso di te.
Muore di vita
lasciata indietro,
scroscia di voce
tenuta zitta,
scura di luce
velata fitta.
È solo memoria,
ma dona bene:
cura la smania
che mi sovviene.
È buona pace
del mio bisogno,
tiepida foce
d’un vecchio sogno.
Acqua di rosa
sull’anima rotta
che il mondo dirotta
dove c’è niente.
Quel loro niente fatto di tutto
che costa un sacco
di non mi serve.
Oh, no, grazie.
Davvero, grazie,
guardavo e basta…
speravo in te.

Orazio C.