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Foto di Free-Photos da Pixabay

Vana ricerca

Non ti cerco, ma ti vedo
ogni volta che fa buio
nei meandri disorlati,
smarginati, del nonsenso.
Nelle ombre più sparute
nelle notti lunghe e mute,
nell’oscura dispersione
d’ogni flebile emozione.
Sei la coltre ottenebrante
del malanimo furente,
malumore corrosivo
del mio cruccio più invasivo.

Non ti cerco, ma mi trovi
m’irretisci nei tuoi rovi,
tra pungenti ritorsioni
alle mie accennate fughe,
alle mie imbastite trame
per vestirmi di sereno,
mi ribello ma ne tremo.
So che torni e mi rivuoi,
ora, adesso, prima o poi.
Sei recondita presenza,
resti muta compagnia,
l’invisibile riprova
del mio male per me stesso,
del mio danno mai regresso.

Non ti cerco, ma lo sento
che rimani il mio tormento,
che anche il giorno più felice
ha dell’ansia la cornice.

Rosso groviglio