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Pasta e fagioli

Pasta e fagioli: un classico della cucina e della letteratura italiana

Uno dei piatti più classici e certamente ghiotti della cucina italiana è pasta e fagioli. Bene, chi non ha mai mangiato pasta e fagioli in Italia? Un marziano, forse, ma solo se è appena atterrato.

Una cucina semplice e gustosa: la cucina italiana

La cucina italiana è famosa in tutto il mondo non certo per paté, mousse o per improbabili quanto aspre ostriche condite con aceto e scalogno. La cucina italiana è famosa perché è semplicemente buona.

E con semplicemente intendo che lo è pur partendo da ingredienti semplici, tuttavia accostati con intuito inarrivabile. Le versioni sono tante, legate alle tradizioni regionali. La più famosa è quella Toscana, anche se immagino che la pasta e fagioli gustata davanti al fuoco il giorno di Natale da Guglielmo (personaggio davvero struggente) e Fiore ne “Il taglio dei boschi” di Cassola, pur se tra gli alberi di un bosco dell’Appennino Toscano, non fosse altrettanto appetitosa e ricca. Possiamo esser certi che fosse comunque buona: il fagiolo non delude le aspettative, mai. Fa tenerezza pensare a quei due uomini, burberi, di poche parole, forti, resistenti eppure capaci di non farsi una ragione della morte della moglie, che trovano conforto in una ricetta che parla di famiglia, di accoglienza, di casa. A loro, lontani da casa da mesi.

Pasta e fagioli è un piatto povero, che rende giustizia alle papille gustative anche mangiato freddo, anche il giorno dopo. E ce lo racconta bene Eduardo De Filippo in “Natale a Casa Cupiello”:

“Io lo so che quando si fanno i fagioli in casa mia si fanno che possono bastare per tre giorni, perché ci piace di mangiarli freddi al giorno appresso, e pure riscaldati la sera... ‘a matina pe’ merenda”.

Recuperare e riciclare: ma quanto è gratificante?

Il recupero, certo!, cosa c’è di più gratificante di recuperare il cibo avanzato, mangiarlo così com’è oppure rielaborarlo? Ci fa rilassare la coscienza, ci fa dimenticare per qualche momento quanto sprechiamo ogni santissimo giorno. Quanto consumiamo senza tener conto delle risorse totali, come se fossimo gli unici abitanti del Pianeta.

Ogni tanto ricicliamo, consumiamo in modo più o meno responsabile, ma non spesso, anzi: mai abbastanza.

Quel mai abbastanza è comunque più di zero ed è di quel poco più di zero che vi narro e che mi ha fatto scoprire quanto stiano bene i funghi porcini con la pasta e fagioli fatta a modo mio (che immagino sia un modo piuttosto diffuso).

Un sabato sera, avendo degli amici a cena, ho preparato delle fettuccine ai funghi porcini. Gli ingredienti sono per una ricetta semplicissima: aglio, olio extra vergine di oliva, funghi porcini surgelati e prezzemolo.

Ogni volta che preparo una pasta al sugo “bianco” esagero con l’olio, per timore di farla appiccicosa e asciutta. Il risultato? Un sacco di olio ben aromatizzato ai funghi avanzato nella padella. Non l’ho buttato. Ho coperto il tegame e l’ho messo in frigo. Sì sì… ho riciclato un eccesso evitabile, è vero. Ma ho riciclato.

Il giorno dopo, a pranzo, ho messo l’olio sul fuoco e appena caldo ho aggiunto del pomodoro (circa 300 grammi di passata Alce Nero). Non avendo previsto il giorno prima quella preparazione, non avevo fagioli secchi “rinvenuti”, ma quelli in scatola (una confezione da 400 grammi di borlotti). In genere adopro una marca bio che ha un ottimo rendimento post-consumo (non gonfia. Chissà perché).  Ho unito anche quelli, ma solo quando il sugo si è ben insaporito e ha assunto l’aria di chi si è accorto dei legumi in arrivo.

Ho aggiunto dell’acqua fatta scaldare a parte, e appena anche questa ha perso il suo aspetto “distaccato” e ha cominciato a bollire allegramente, ho calato la pasta. Quale? Ovvio: le fettuccine – crude – avanzate la sera prima (soliti acquisti esagerati. Chissà perché temo sempre che i miei ospiti stiano morendo di fame, nel senso letterale dell’espressione). Le ho spezzettate, costruendo i famosi maltagliati e dopo cinque minuti ho assaporato una delle paste e fagioli più buone della mia vita. In dieci minuti complessivi.

Ah!, i funghi. I funghi compiono veri miracoli, e l’hanno fatto anche in quel caso, rendendo particolarmente raffinato un piatto da tagliaboschi…

Ricapitolando la mia ricetta della pasta e fagioli per due persone

Ingredienti

  • 1 scatoletta da 400 g di fagioli borlotti in scatola (ancora meglio 250 di fagioli borlotti secchi da tenere in ammollo per almeno 12 ore)
  • 1 confezione da 300 g di passata di pomodoro Bio
  • 100 g di maltagliati (fettuccine avanzate, pasta corta, come più vi piace)
  • 1 spicchio di aglio
  • Prezzemolo q.b.
  • Sale q.b.
  • Olio evo (se da riciclo come nel mio caso ancora meglio)
  • Funghi porcini (freschi o surgelati a seconda di quanto tempo avete a disposizione)

Preparazione

Prepariamo il sugo, facendo soffriggere in un tegame lo spicchio d’aglio nell’olio evo. Appena imbiondito aggiungiamo i funghi porcini ancora surgelati. Aspettiamo che si scongelino e coloriscano e quindi uniamo la passata di pomodoro, aggiungendo il prezzemolo (lavato, asciugato e tritato), il sale, e lasciamo che la salsa si rapprenda.
Tuffiamo i nostri fagioli nel sughetto. Per la pasta, o la cuociamo a parte in un brodo, oppure lasciando il sugo della pasta e fagioli abbastanza liquido cuociamo la pasta direttamente nel tegame con fagioli e sugo.

Buon appetito!

P.S. E per dessert? Niente sensi di colpa: è solo cioccolata!

Loredana Conti