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Signori bambini

Daniel Pennac, divertente scrittore francese, noto per la saga dei Malaussène con “Signori bambini” (Feltrinelli “Universale Economica” 1999) si allontana dal suo protagonista preferito per scrivere un libro sui bambini, anche se non necessariamente per bambini.

Ambientato nei bassifondi di Parigi, il libro inizia in una normalissima giornata scolastica alle medie, mentre un noioso e severo professore spiega a dei disattenti scolari la letteratura francese. I più indisciplinati sono due alunni, amici per la pelle che si trovano in fondo alla classe. All’improvviso un disegno, in cui sono raffigurati degli allievi soldati che sparano al “cattivo” professor Crastaing, viene scoperto dal temibile professore in persona. L’autore è uno dei due amici, ma entrambi, per solidarietà, si prendono la colpa e, inaspettatamente, anche un terzo si denuncia proprio perché vorrebbe diventare amico degli altri due. L’insegnante punisce tutti e tre dando loro un tema sull’immaginare di essere improvvisamente diventati adulti, mentre i loro genitori sono diventati bambini:

“Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dai tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. Racconta il seguito”

Questo il pretesto per la storia: perché per colpa di questo strano tema succederanno delle cose misteriose, ai limiti del paranormale, ma sempre secondo il personalissimo stile di Pennac.

La frase tormentone del professor Crastaing: “L’immaginazione non è menzogna” provocherà tali crisi nei tre poveri alunni che, davvero, inspiegabilmente si sveglieranno adulti, mentre i loro genitori e lo stesso insegnante si ritroveranno bambini. Non si tratterà di un sogno, ma tutto sarà assolutamente reale.

Ognuno dei personaggi toccati da Pennac rappresenta un complicato mondo a sé stante: Crastaing, un professore delle medie, talmente solo da dover ricorrere a prostitute per avere una donna. Un insegnante che sembra essere stato adulto da sempre: tanto che quando regredirà al mondo dell’infanzia, sembrerà un bambino adulto.

Igor Laforgue, il bambino ribelle, maturato in fretta perché ha perduto un padre adorato, si ritrova a far da padre alla sua mamma/bambina.

Il padre di Igor, morto prematuramente a causa di una trasfusione di sangue infetto, lo ritroviamo in versione “fantasma” (e voce narrante del libro) nel cimitero dove Igor continua ad andare a trovarlo, parlandoci e chiedendo consigli.

Joseph Pritsky, migliore amico di Igor, con i suoi genitori, ma anche Nourdine Kader con il papà e la sorella, ci accompagnano in questa simpatica storia, in cui ogni vicenda si incastrerà con le vicende di tutti i personaggi, in un intrigo che sembra insolubile, ma che, come al solito, nel finale vedrà sciolti tutti i fili.

Un libro sull’infanzia nella banlieu parigina: scanzonato, divertente, romantico, malinconico. Tanti ingredienti per un autore dotato di un fine umorismo e grande immaginazione.

Roberta Jannetti