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La pagina

Qui c’era una volta

la pagina vuota

della nostra storia.

Vi scrissi l’amore

di fretta, di cuore,

sfamando la vita

di belle parole.

Fervore su carta

sedotta d’inchiostro:

bluastro percorso

nel vecchio discorso

d’ingenue intenzioni.

Commisi l’errore

di crederlo mero,

raggiunsi davvero

la soglia del giucco

che segue sospinto

la voglia, l’istinto

di starsene illuso,

ma sbatte la testa

sul muro reale,

quandunque l’assale

col dato di fatto:

l’amore è disfatto.

Son stato distratto

già mentre scrivevo

perdendo di vista

l’aspetto dualista

di tal sentimento:

per me va crescendo,

da te sta morendo.

Che faccio pertanto

di questo fermento?

Lo straccio, lo strappo

e lo disfo nel tempo.

 

Rosso Groviglio