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Eresia

Non voglio vederti mai più
né sentirti né saperti
inerente a questo mondo.
Ti rinnego dai ricordi,
ti reprimo dagli esordi
del morente sentimento.
E indietro non tornerò
ma presto ti stornerò
dal bilancio in negativo
della mia disordinata
e irragionevole ragioneria.
Cerchierò soltanto zeri
alla voce che occupavi
senza dire una parola
consistente in verità,
brava a darmi un’ora sola
d’illusoria felicità.
E quando ormai sarai sparita
tra i residui della vita,
non osarti di bussare
col ricordo a disturbare
nella chiesa del mio cuore.
Oramai l’ho sconsacrata
e la porta l’ho sprangata;
tanto forte è rivettata
che nessuno può venirci
a fintarci devozione:
eresia dell’emozione.

Rosso Groviglio