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SOLITUDINI

Quando ho aperto oggi
la finestra
Insieme ai raggi della luna
A mezzanotte
Entrò la mia ritrovata libertà
E, con lei, la mia nuova
Solitudine
E io stavo lì, indecisa
Se esser triste o felice
Bevendo a sorsi l’aria
Muta, scura e fredda
Quando all’improvviso
Il vento
Quello bugiardo, di novembre
Aggirandosi furtivamente
Entrò con violenza
Nel mio cuore
Sfiorando le mie ferite
Facendomi sentire il dolore
Del distacco
Il mio sogno svanito
Urtava ora contro i vetri
Sventolando, impietoso
Le tende dei ricordi
E la mia sciocca felicità
Di una volta
E quello che prima più amavo
Ora scappava da me
Di nascosto, nel buio
Come un ladro scaltro
Mentre il silenzio navigava
Lungo i muri della stanza
E le stelle passavano
La loro luce fioca
Attraverso il vetro
La notte e io ci parlammo
Allora, a lungo
Un dialogo infinito
Ricordo solo che, più tardi
Qualcuno chiuse la finestra
Io chiusi gli occhi
E mi addormentai
Poi, all’alba, l’inverno
Entrò dalla porta chiusa
E si portò via per sempre
Gli ultimi ricordi
Della mia gioventù

Oana Lupascu