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NATURA MORTA

Non ci avevo ancora fatto caso
Ma il sole sorge anche in inverno
E se alziamo un po’ il prato
Sotto, troviamo rotolato chissà quando
Un bottone, un segreto, un ricordo
O un albero di pero, un melo
Che fiorirà in primavera
Oppure una collina, un viso sconosciuto
Che ci guarda con occhi innamorati
Mentre il vento mi scorre lungo la schiena
In un brivido di paura e di piacere
Sul fondale della scena
Vedo un’alta ciminiera, ritta
Che fuma e consuma il fiato
Giovani fanciulli inoperosi
Contano le gocce della pioggia
Per passare il tempo che non passa
E le madri sferruzzano le ore
Aspettando di spolverar la noia
Con le loro gonne lunghe
E ogni tanto passa una corriera
Oppure sfreccia stanca una bicicletta
Con le ruote mezze sgonfie
E gli uomini che escono dal bar
Fumano cicche mezze spente
Masticando svogliati le ore
Mentre le lancette divorano la vita
Stanno nell’attesa
Di qualche cavalcata amorosa
Nel letto di qualche vecchia fiamma
Che loro chiamano “morosa”
Passeri grigi stanno appollaiati
Su pali più alti dello steccato
Mentre il gatto finge di dormire
Una goccia pende da una foglia
Appesa ancora, prima di cadere
Come un chicco del rosario
Che porto sempre intorno al collo

Oana Lupascu