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L’impostora di sentimenti

Il filo d’erba
che mastichi assorto,
mentre passeggi
lungo un viale agreste;
il raggio di luce
che ti saluta lieve
dal parabrezza dell’auto
ogni mattina di sole;
l’ora del pranzo
che interrompe le ore
più estranee ai tuoi sogni
e lungamente gravi;
così vorrei essere:
come chi t’ama
senza aspettarsi amore.
Invece sono il greto
di un piccolo fiume,
che diventa infido
se non viene irrorato
da umori attenti;
e la scarpa da sera
che stringe forte
se non viene indossata
a lungo, essa soltanto.
Sono l’anima dannata
che sono e che sarò,
incapace di non chiedere
mentre chiedi,
di donare se non doni,
di amare quando ignori.

Loredana Conti