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La bellezza del futile

– Confessioni vaneggianti –

Non riesco a scrivere con font di dubbia estetica e neanche con penne brutte. L’eleganza della lettera che appare sullo schermo una volta premuto il tasto o la sensazione di piacere tattile che m’infonde una penna ben fatta: sono tutti elementi che influiscono sulla qualità del risultato. Mai si potrebbe dire il contrario, tuttavia.

Spesso preferisco le nature morte ai vividi ritratti, c’è una bellezza immortale in esse mentre i poveri soggetti vivi sono di rado veramente belli, forse perché vi è in loro già la morte.

Scelgo gli oggetti per il loro aspetto, a volte a discapito della loro funzione. Evito di farlo con gli umani però: c’è già troppo a discapito della loro funzione.

Spreco le energie alla ricerca del bello, per il brutto non devo fare alcuno sforzo.

Prediligo posate di design, anche se non cucino.

Ammiro la bellezza. Uno dei miei più bei difetti.

Annabelle Lee