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Domani si vedrà

La sensazione avverto
dei giorni a scatafascio,
dello sciupio del tempo
in questo mondo lento
e perso nell’attesa
della normalità perduta.
È come se strappassi
le ore in cartapesta
e ne facessi niente,
null’altro che bambagia
per poi cullarci i sogni.
Il vento non mi basta
per trasportarmi altrove,
a deflorarmi il cuore
dalla sua ingenuità.
Vorrei la concretezza
di quelli che fan bene,
l’ardore del coraggio,
l’intuito del furbo,
la calma del paziente,
la tangibile e concreta
solidità del certo,
di chi vanta sostanza.
Mi perdo nella danza
di futili pensieri
al sapore venefico
delle sbagliate scelte.
Derrate alimentari
di provenienza inconscia
affamano la mente
di vanità regresse,
soddisfazioni inani
che non s’avranno più
e forse erano mai.
Vuoto, vano, inutile disio
di essere qualcosa
e non temere il dopo,
il presto che verrà.
Domani si vedrà.

Rosso Groviglio