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L’insana fame

Sei stata tu
a finire l’estate
nell’istante stesso
in cui del cuore
hai sciolto i lacci
che per la fretta
lasciammo lenti
quando ci colse,
nel vento caldo
del vecchio giugno,
l’insana fame
del crudo amore.
Che brutto errore
mangiare in fretta,
la bocca stretta
e lo spazio ai baci,
che malaffare
l’indigestione
della passione.
Si vede però
l’incongruenza degli appetiti:
io saggiavo fragranza piena
d’un sentimento
che mangerei di gusto ancora;
tu sbranavi, vorace bocca,
e l’emozione non più ti tocca.
Perché tu non ami,
ma fai capricci.
E che pasticci
combini ancora
di quel buon cibo
che fu l’amore.

Rosso Groviglio