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Zia Jane Austen, tra letteratura e vita familiare

“Posso offrirti un tè, mia cara?”

Questa è mia zia Jane, una tazza di tè fumante da una parte, dall’altra un piccolo tavolino di mogano pieno di fogli, inchiostro, una bellissima piuma per scrivere.

“Raccontami di te: per me sei semplicemente “zia Jane”, ma io ho una zia famosa!”

Si schermisce: è davvero una zietta adorabile. Ma, proprio come nei suoi romanzi, mi racconta la sua vita di gioie semplici e di tanta letteratura.

“Com’è difficile raccontare la propria vita, specie ad una nipote. Mi viene voglia di dirti che potresti trovare la mia biografia proprio nei miei sei romanzi: da Orgoglio e pregiudizio a Ragione e sentimento, da Emma a Persuasione, da Mansfield Park a L’abbazia di Northanger. Come puoi ben immaginare puoi trovare traccia di ogni scrittore nei personaggi dei suoi libri. Anche se questa è certamente una semplificazione. Il rapporto tra zia Cassandra e me è certamente paragonabile a quello tra Elizabeth e Jane Bennet o Elinor e Marianne Dashwood. Solo che noi due eravamo circondate da quattro fratelli, tra cui tuo padre. Per cui poco spazio a romanticismo e rêverie.
Quando eravamo piccole, Henry Thomas, Francis, James, Edward, Charles e George ci facevano scherzi terribili per farci spaventare di notte. Da grandi ci prendevano in giro mentre ci preparavamo per andare ai balli e sognavamo di incontrare un grande amore. Non un marito, ma immaginavo un uomo come Mr. Darcy (Orgoglio e Pregiudizio), dai modi tenebrosi, un grande gentiluomo, con cui poter discorrere di lettere e di poesia. Sì, ho incontrato uomini come Mr. Darcy o il perfetto signor Knigthley (Emma), ma, come sai, il matrimonio non è mai arrivato.
Cassandra e io ci siamo sempre bastate: e, naturalmente, voi undici nipoti ci avete rallegrato con le vostre chiassose scorribande. Amo guardarvi mentre scrivo, riesco ad estraniarmi proprio mentre le vostre corse e grida felici sono più intense. Guardo fuori dalla finestra: vedendo tutto il verde, mi basta chiudere gli occhi per creare i miei personaggi. Amo i paesaggi dello Hampshire. Non trovi siano deliziosi? Ideali per essere dipinti, anche se, ahimè, sono priva di talento artistico. Ma non mi lamento: mi piace far passeggiare Elizabeth o Jane o Emma in queste colline verdeggianti. Siamo così fortunati ad avere questo clima così mite e raro per l’Inghilterra. Ma sto divagando…

Beh, dopo la morte del povero papà, Cassandra e io siamo state così amorevolmente prese in carico dai tuoi zii e da tuo padre. Il periodo che ricordo meno volentieri fu quello di Bath, non per qualche ricordo doloroso. Anzi, una cittadina davvero graziosa e ridente: e i bagni termali così rilassanti, nonostante quello sgradevole odore di zolfo. Bath era un po’ troppo mondana per i miei gusti: sembrava che le fanciulle volessero solo fare feste e trovare un bel marito da spennare. Perdona la mia durezza, mia cara. Di certo queste frivolezze non mi attiravano in gioventù e men che meno ora che ho raggiunto un’età più matura. Leggere e scrivere, questo il mio piacere. Quando ci trasferimmo con zia Cassandra in questo cottage incantevole di Chawton mi sono sentita rinascere. Le mie creature fanno cose frivole, ma decisamente mi sento come Elizabeth Bennet: ama ballare, ama acconciarsi per le feste, ma nulla supera la lettura di un buon libro di Walter Scott davanti al caminetto. Ecco perché decisamente questo è il mio posto del cuore.

Gradisci un altro po’ di tè, mia cara?”

Mia zia Jane morì giovanissima, a soli 42 anni. Continuo a ricordare l’immenso piacere di conversare con lei, le letture, il tè, i ricami. Non si è mai sposata, è vero. Ma sono certa che sia stato solo per una sua precisa scelta.

Approfondimenti dal sito www.jasit.it dedicato a Jane Austen in cui si possono trovare aneddoti e informazioni accurate sulla sua vita; ma anche su Biografieonline.it .

Roberta Jannetti