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Quando tutto questo sarà finito

“Vi sono esseri che hanno sofferto tanto, e che non solo non sono morti, ma hanno edificato una nuova fortuna sulla rovina di tutte le promesse di felicità che il cielo aveva loro fatte.”
Alexandre Dumas (padre)

Quando tutto questo sarà finito mi chiedo come saremo

Non mi domando più se tutto questo finirà; se questo virus verrà sconfitto o se semplicemente sparirà come se niente fosse, lasciando il mondo seduto sulle sue macerie; non mi chiedo nemmeno più quanto durerà l’agonia: si resta alla finestra, si canta l’inno, è bello l’inno, davvero patriottico, bello come l’Italia stessa e stare alla finestra non è poi così male.

Quando tutto questo sarà finito mi chiedo cosa cambierà

Perché è nobile ripetere “Siamo tutti nella stessa barca”: fa molto eguaglianza, ci si sente comprensivi, attenti verso il prossimo, uniti nella disgrazia, la realtà è che su una barca ci siamo, ma ognuno nella propria. E alcuni passeggiano scalzi su catamarani a tre alberi – per non rovinare il pavimento in tek –, altri invece, sempre scalzi – perché non hanno più neanche le scarpe –, provano a svuotare il loro guscio di noce che fa acqua da tutte le parti. Ah, per non parlare di quelli sulla zattera della Medusa.

Quando tutto questo sarà finito, sarà davvero finito?

Usare il tempo per leggere libri, stare con la famiglia, riscoprire le cose importanti. Sono bei consigli, qualcuno li metterà in pratica, qualcuno no. I social stufano. Su Facebook si dicono sempre le stesse cose; da quando sono piombati nella chiusura forzata le attività non di prima necessità come parrucchieri, estetisti e make-up artist, Instagram è praticamente morto; Twitter è meno polemico del solito. Ritroviamo noi stessi. Per farci cosa? Dimenticarcelo appena tutto questo finirà?

Quando tutto questo sarà finito, saremo migliori?

Migliori, peggiori, ha davvero importanza? Prendere coscienza delle falle del sistema, dei buchi neri che costellano politiche, economie, sistemi sanitari e buon senso mondiale servirà a qualcosa? Andrà tutto bene. Attraversare la tempesta è già un’impresa, uscirne vivi: è questo il senso, senza chiedersi se migliori o peggiori, cos’è tutta questa responsabilità, tutto questo altro peso aggiunto? Non basta sopravvivere, salvare la specie, resistere?
Non lo so.
Basta davvero?

 

Annabelle Lee