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Il racconto nella letteratura

“La vita è come un racconto: ciò che conta non è la sua lunghezza, ma la sua importanza.” (Lucio Anneo Seneca)

Un genere letterario molto apprezzato da una nicchia specifica di lettori è il racconto o il racconto breve. Non diffusissimo attualmente, vanta però una lunga storia letteraria e inaspettati estimatori.

Definizione del racconto

Non ci prodigheremo in una dotta spiegazione tecnica di tale genere letterario, ma cercheremo di riassumere le principali caratteristiche che diversificano il racconto da altri generi letterari.

 

  • Lunghezza. Il racconto è riconoscibile come genere letterario narrativo di prosa, con una sua specifica lunghezza, più breve del romanzo. Spesso sottogeneri come racconto breve, novella o romanzo breve possono essere catalogati genericamente come racconti, in quanto non possiedono la lunghezza e la complessità del romanzo.
  • Struttura narrativa. Il racconto si distingue anche per la struttura narrativa più semplificata rispetto al romanzo: ci sono meno personaggi, la trama è più semplice, le sottotrame sono per lo più assenti, la storia narrata è auto conclusiva.
  • Capacità riassuntiva e immaginativa. Se dopo questo elenco pensate che il racconto può sembrare un romanzo semplificato, quindi più semplice da scrivere, siete in grave errore. La difficoltà maggiore nel realizzare un buon racconto sta nel riuscire a trasmettere al lettore la visione dell’autore, senza però utilizzare i classici strumenti del caso: niente descrizioni dettagliate, nessuna introspezione del personaggio per pagine su pagine, nessun abbellimento narrativo. All’autore dunque non resta che usare il suo talento nell’eliminare il superfluo, concentrando sul poco rimasto la massima profondità di scrittura affinché il suo lettore sia in grado di immaginare con nitidezza ambientazioni appena accennate o capire lo stato d’animo del personaggio da un suo semplice gesto di capo. Non facile.

“Il sale dei racconti è la proprietà di linguaggio.” (Miguel de Cervantes)

Il racconto nella letteratura

Originariamente nato in forma orale, il racconto ha origini antiche conosciute come l’exemplum, il lai e il fabliau (d’altronde, le favole stesse possono essere considerate un ottimo esempio di racconto). In seguito arrivano le novelle di Boccaccio, Geoffrey Chaucer, Marguerite de Navarre o Miguel de Cervantes, per rafforzarsi poi in un vero genere letterario che vanta illustri fautori come Anton Čechov, Edgar Allan Poe, Pirandello, Kafka o Hemingway – per elencarne soltanto alcuni. Nel panorama letterario più o meno contemporaneo non si possono non citare Borges, Raymond Carver, Salinger o Alice Munro, ma la lista è davvero lunga e vale la pena esplorare oltre, considerando che la maggior parte dei “grandi” della letteratura abbiano prima o poi sperimentato questo genere letterario.

“In una poesia o un racconto breve, si possono descrivere degli oggetti perfettamente banali in una lingua che non può essere più banale, ma di grande precisione, e dotare i suddetti oggetti d’una forza notevole, e insieme confondente.” (Raymond Carver)

Alcuni racconti e perché leggerli

I titoli che troverete qui sotto non vogliono essere né i più belli, né i più importanti racconti mai scritti (alcuni però lo sono), ma dei suggerimenti di lettura in base alle riflessioni che essi scaturiscono. Se invece volete una lista più autorevole, The Guardian ne ha stilato una per voi con 50 racconti scelti da altri scrittori famosi. In inglese, of course.

“Un bel racconto ci dice la verità sul suo vero eroe, ma un brutto racconto ci dice la verità sul suo autore.” (Gilbert Keith Chesterton)

  • La sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj. Vero capolavoro di introspezione in cui il lettore ha da subito un ruolo da protagonista, diventando l’interlocutore in questo drammatico racconto. Durante un viaggio in treno, un uomo racconta la sua storia, una storia di efferatezza gratuita, quindi ancor più terribile – così come lo sono quelle di cui ancor oggi sentiamo parlare fin troppo spesso. Quest’uomo ha ucciso sua moglie. Roso dalla gelosia e dalle sue insicurezze, travolto da un vortice di ipocrisia che lui stesso ha contribuito a creare, compie un gesto senza ritorno, diventando un’uxoricida. Tolstoj è magistrale nel dipingere le dinamiche familiari, i paradossali meccanismi mentali del marito e la definitività della morte che diventa quasi tangibile e che asfissia il lettore con la sua potenza. Leggere per capire che il 2020 non è poi così avanti.
  • La linea d’ombra di Joseph Conrad. Racconto di mare e marinai (e Conrad ne sa qualcosa), questa storia viene generalmente interpretata come il passaggio dalla giovinezza all’età adulta, ma a noi sembra anche una metafora sul cambiamento e sul coraggio di affrontare l’ignoto che da esso deriva. Il racconto è su un giovane ufficiale che abbandona improvvisamente la nave sulla quale presta servizio e resta in attesa di qualcos’altro, senza sapere bene cosa. La fortuna gli si presenta sotto la forma di una nave che ha bisogno di un capitano, eccolo quindi a prendere l’occasione al volo. Una volta salpati, lui e la sua nave restano imprigionati al largo della baia, in un’assenza soffocante di un qualsiasi alito di vento. Per chi cerca il coraggio del cambiamento.
  • Il giocatore di Fëdor Dostoevsky. Già dal titolo s’intuisce la trama di questo racconto: uno sguardo (da conoscitore, essendo Dostoevsky stesso accanito giocatore d’azzardo) che si posa su un giovane uomo e sulle sue scelte di vita. Tutto in questo racconto sveglia un senso di frustrazione e di impotenza nel lettore, che non può far altro che assistere al susseguirsi di personaggi ed eventi fatalistici. Tutti fanno le scelte sbagliate consapevoli di sbagliare, tutti scelgono di perdersi invece di ritrovarsi e, anche in quel momento in cui sei certo che qualcosa andrà bene, ebbene: quel qualcosa non lo farà. Con un che di quasi nipponico dei personaggi dinanzi alla propria sorte, è un racconto da leggere per ricordare che siamo il risultato delle nostre scelte.
  • Un cuore semplice di Gustave Flaubert. Dedicato alla sua amicizia con George Sand (che morì prima di poterla leggere), è la storia di una vecchia domestica, Felicitè, e dei suoi amori. Il tempo passa, gli amori anche, fino ad arrivare all’ultimo, un pappagallo. È un racconto intriso di tenerezza, ma anche comico, grottesco persino, mescola ironia e compassione fra le righe. Lascia un segno toccante nel lettore.
  • Il cappotto di Nikolaj Gogol. Struggente storia di un uomo, Akaky Akakievich, e del suo cappotto, questo racconto di Gogol è semplicemente perfetto. Senza clamore e senza accorgersene, il lettore sarà risucchiato nella vita di questo uomo qualunque che non pretende altro che restare un uomo qualunque. Esiste qualcosa di più semplice di questo? Non sembra neanche una storia, o una trama. Eppure Gogol lo rende un racconto sublime che tocca una moltitudine di temi profondi come la paura della società verso il diverso, il non integrato (vi suona forse familiare?) o l’utilizzo arbitrario della giustizia (altro elemento fin troppo attuale). Leggere per riflettere. E magari ricordare.
  • Pensavo peggio di Orazio C. Appena pubblicato dalla Entheos Edizioni con il titolo Lo scrittore in erba e altri racconti, l’esordiente promessa della letteratura Orazio C. traccia attualissime storie di personaggi osservati dalla stessa angolazione di un chirurgo che opera: dall’interno. Questo breve racconto è la confessione di un insignificante vigile urbano finito in carcere per un furto del quale lui stesso si è dichiarato colpevole. Ma questa è una confessione diversa, non è quella fatta alla sbarra di un tribunale: è la sua intima, personale storia che, oltre a farci capire i meccanismi che lo hanno portato a certe azioni, ci svelano il suo desiderio di redenzione. Ottimo per ricordarci che le persone non cambiano. O che di rado lo fanno.

“Le cose che un racconto non dice sono necessariamente più numerose di quelle che dice e solo una speciale aureola intorno a ciò che è scritto può dare l’illusione che stai leggendo qualcosa che non è scritto.” (Italo Calvino)

 

In conclusione

Se scrivere racconti non è assolutamente facile, lo è invece leggerli. Moderni o no, classici o meno, i racconti hanno tutti una caratteristica che forse non sanno neanche di avere, poiché non è richiesta per la loro stesura: sono sempre attuali. Perché i racconti sono storie di persone e, anche se i tempi cambiano, le persone hanno sempre le stesse paure, speranze, debolezze, valori.

“È spiacevole dover parlare di avvenimenti spiacevoli: ma la chiarezza è la prima qualità di un racconto.” (Carlo Emilio Gadda)

 

Redazione Entheos