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Il buono piace, ma non attrae

Perché l’essere buono piace, ma non attrae? Perché le persone buone fanno fatica a trainare? E perché i personaggi buoni non vengono presi troppo sul serio?

Guardatevi attorno.

Vi siete resi conto che i brutti e cattivi scalano le vette del successo più in fretta?

Questo accade sia nei libri che nei film, telefilm e nei vari reality.

Vero è che i cattivi, alla fine, o hanno il cuore buono, ma irrimediabilmente ferito o muoiono perendo del loro stesso male.

Allora io vi chiedo: perché?

Cos’ha la cattiveria, l’oscurità e il male di così ammaliante da incantare, conquistare ed… esistere?

Ho provato ad analizzare la faccenda, a partire da me stessa, e sono arrivata alla conseguenza che noi, io, vogliamo il brutto che speriamo di salvare, di stravolgere e di cambiare.

Il cattivo affascina perché va contro, pur sfruttandoli, ai pregiudizi o alle definizioni e soprattutto a tutti quei concetti astratti che siamo soliti assecondare senza comprendere.

Per voi, invece?

Giorgia

 

Comments

  • Non attrae perché nessuno è buono in modo assoluto, in modo così puro, il male al contrario non parte con il dire di essere perfetto. Sbagliare è lecito e la presenza di un po’ di bontà non può che aumentare il fascino, no? Il male è il richiamo di qualcosa che noi cerchiamo di reprimere. Però attenzione, questa distanza dalla bontà non può che essere fatta da una persona che non ha conosciuto il male. Ma sfido chiunque a chiedere ad una persona in cui è insito il male, se non volesse vivere nella bontà, se non è attratta. È questione di punti di vista, non c’è una regola assoluta

    20 Febbraio 2018
    • Interessante punto di vista! Succede però anche di scegliere di non vivere nella bontà, pur avendoci l’occasione…

      20 Febbraio 2018

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