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Il pensiero

Il semplice pensiero

– Cos’è l’uomo? Una scimmia pensante?
– Che risposta di cattivo gusto! Offensiva, persino.
– Per chi? Per la scimmia, suppongo.
– Non capisco dove vuole arrivare, con le sue provocazioni.
– Giusto. La colpa è mia, non sua. La colpa è sempre dell’altro.
– Lei sarebbe l’altro?
– Io non sarei, se potessi. Ma torniamo all’uomo. Stavamo dicendo… qualcosa riguardo al pensare.
– L’uomo pensa.
– Ne è sicuro?
– Sicurissimo. Non soltanto pensa, ma è anche l’unico che pensa.
– Capisco. Sembra una cosa fantastica.
– Lo è. Lei non può immaginare le infinite possibilità del semplice pensiero.
– Non posso, dice. Può darsi. Io, in effetti, non penso.
– Vede? Comprende da solo la differenza.
– Le sue convinzioni sono granitiche, me ne rallegro. Bisogna pur aggrapparsi a qualcosa.
– Non capisco. Bisogna aggrapparsi a qualcosa per fare che?
– Per vivere.
– Guardi che la capacità di pensare cambia tutto!
– Me ne parli.
– Per iniziare, ci siamo evoluti molto più velocemente delle altre specie, siamo riusciti a costruire grandi imprese, abbiamo raggiunto un livello di benessere incredibile…
– “Abbiamo” chi?
– Noi, l’umanità, l’essere umano.
– È bello quando dice “noi”. È così… così inclusivo, avvolgente, quasi materno. L’immagine precisa dell’umanità.
– Ho capito cosa cerca di fare! Lei cerca di evidenziare le falle, di concentrarsi sugli errori; lei è un disfattista!
– Chiamarmi in un modo o nell’altro non farà differenza.
– Certo, non farà differenza, allora sentiamo: cos’è che fa differenza?
– Ah, ma l’ha detto già lei.
– Cosa? Cos’avrei detto?
– Ha detto: “il semplice pensiero”.

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