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Perché scriviamo poesie?

Video da L’attimo fuggente

 

Alzi la mano chi non ha mai scritto almeno una poesia. Sì, vedo alcune mani alzate. Se è vero che in molti non scrivono poesie, tutti gli altri le scrivono o le hanno scritte. Perché scriviamo poesie? L’uomo scrive poesie da che ha imparato a scrivere i propri pensieri. Per risalire ai primissimi poeti bisogna andare lontano nel tempo: Enheduanna poetessa del 2300 a.c. in Mesopotamia che ha lasciato un’opera all’epoca molto condivisa su tavolette cuneiformi nei centri sumerici. Poi ritroviamo, relativamente più vicina a noi e decisamente più conosciuta Saffo e il suo circolo. I poeti scrivevano e scrivono poesie per esprimere amore, per esprimere odio o un disagio.

Il marchio di Saffo

Complice la luna
sarcastica e ammiccante
nel suo sorriso avorio antico
in quella notte
perduta tra le trame dell’eternità

Quando suadente e con sagace ingegno
fregiasti sul mio cuore
il marchio indelebile d’estatico dolore.

È sbagliato scrivere poesie?

Assodato che in tanti scriviamo poesie per i motivi più svariati: da quelli che lo fanno perché la poesia fa parte di loro, a quelli che lo fanno per passione, a quelli che si divertono a scrivere poesie in dialetto, a quelli che lo fanno per esprimere e liberare i propri pensieri. Assodato questo, appunto, è sbagliato al giorno d’oggi dilettarsi con le poesie, confrontandosi con gli autori del passato, potenti, forti, straordinari? Alcuni pensano che la poesia è un fatto adolescenziale. Va bene se scrivi poesie da giovane, ti diletti ed eserciti. Poiché non sei un poeta, poiché non sei Giacomo Leopardi, da adulto è inutile cimentarsi in questa nobile arte. Un pensiero estremo. Chi scrive poesie lo fa e basta. Il mio pensiero è che non può di sicuro essere sbagliato. È una cosa infantile? Nessuno pubblicherà mai le tue poesie? Non fa niente. Perché scrivere è un bisogno interiore. Tutto ciò che regalerà una poesia ben scritta darà piacere. Detto ciò abusare di poesie che non sanno di nulla, scrivendole solo per una mercificazione, potrebbe essere sbagliato. Ma non sta a me giudicare.

 

L’arte di scrivere poesie

Buttare giù pensieri non significa scrivere una poesia. Per scrivere poesie belle ci vuole fatica, conoscenza, talento. Come in ogni cosa per scrivere, dipingere, cantare, ballare, serve costanza, dedizione e studio. Non si arriva a diventare un Montale se non ci si mette passione e cuore.

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

 

Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

 

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

 

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

 

Eugenio Montale “Meriggiare pallido e assorto

Ovviamente la passione e il cuore aiutano, ma per diventare poeti ci vuole anche un pizzico di fortuna oltre a intelligenza e talento. Non possiamo confrontarci con i classici: nessuno, e sono volutamente assolutista, al giorno d’oggi potrà diventare Dante Alighieri o Francesco Petrarca o Foscolo o Shakespeare o Byron. Perché sono autori classici, intramontabili, geniali e unici. Perché i tempi sono cambiati. Nonostante questo si deve continuare a scrivere, se si sente la necessità di farlo e si sente di dover dire qualcosa al mondo. Qualcosa di importante per noi che potrà essere importante anche per altri.

Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l’arena stampi.

 

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

 

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge

 

et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

 

Ma pur sí aspre vie né sí selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co’llui.

 

Dal Canzoniere di Francesco Petrarca

Una poesia, milioni di poesie

Concludendo il tutto, non ci sono controindicazioni per chi vuole scrivere poesie. Scriviamo poesie se è ciò che desideriamo fare. Qualunque sia la motivazione che spinge a scrivere poesie è di sicuro un qualcosa di bello e arricchente. Pur se non scriviamo capolavori, scrivendo poesie non danneggiamo nessuno. Sì, certo esistono le poesie satiriche per dileggiare qualcuno. Esistono i poeti dialettali, ma non solo, che si dilettavano a fare satira. Esistono dai tempi dei tempi in realtà. Cosa c’è di meglio di ferire con parole in versi per colpire un avversario? In ogni caso anche questo non può davvero far male. Scriviamo poesie e per finire con la frase il cui video apre questo articolo: “Quale sarà il tuo verso?” (Da L’attimo fuggente di Peter Wier).

Qui, nel nostro blog, potete trovare meravigliose poesie di autori nuovi che sanno regalare emozioni: troverete poesie di Rosso Groviglio, Oana Lupascu, Annabelle Lee, Laura Spazzacampagna e altri.

 

Roberta Jannetti