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Autrice Valeria Aureli

Valeria Aureli

Valeria Aureli vive e lavora a Roma. Ingegnera edile di professione, coltiva da sempre la passione per l’architettura e la narrativa crime in tutte le sue sfumature.

Dall’incontro tra architettura e mistero è nato Mystery&Design Stories, il progetto che porta avanti su Instagram, dove racconta libri, luoghi e curiosità letterarie, intrecciando le sue passioni e coinvolgendo una community di lettori appassionati.

Su Substack condivide inoltre approfondimenti dedicati agli autori, alle storie e alle molteplici sfaccettature della narrativa crime.

Con Stile Liberty, il suo romanzo d’esordio, inaugura una serie investigativa che ha per protagonista Nelly Leone, un’architetta che mette le proprie competenze professionali al servizio delle indagini.

 

10 DOMANDE PER UN AUTORE

1. Cosa ci puoi dire di te e cosa no?

Sono una persona determinata. Ho sempre creduto nel motto «volere è potere», ma anche in una versione un po’ provocatoria di un altro proverbio: «tra il dire e il fare c’è di mezzo il fare, non il mare». Perché desiderare qualcosa non basta: bisogna impegnarsi, studiare e soprattutto passare all’azione.

Non credo che i sogni abbiano una scadenza. Ma per realizzarli bisogna essere disposti a mettersi in gioco, a qualsiasi età.

Cosa non posso dirvi? Quanto dei miei personaggi sia frutto della fantasia e quanto invece sia ispirato a persone che ho incontrato nella vita. Preferisco lasciare a ciascuno il dubbio di riconoscersi. E riservarmi il diritto di negare ogni somiglianza, anche di fronte all’evidenza.

2. Cosa scrivi e perché?

Scrivo gialli perché, dopo una vita trascorsa a leggerli, ho deciso di provare a costruirne uno tutto mio.

Mi affascina la struttura quasi matematica del giallo, che ha molto in comune con la progettazione di un edificio: servono solide fondamenta, equilibrio e precisione. Ogni elemento deve avere una funzione e basta un’incongruenza perché l’intera costruzione rischi di non reggere.

Per professione sono abituata a leggere gli spazi, ricostruirli e individuarne le anomalie. A un certo punto mi sono chiesta: perché non utilizzare queste competenze anche per risolvere un delitto?

3. Cosa manca nell’attuale panorama letterario e cosa c’è di troppo?

Da lettrice di gialli e thriller, non posso certo lamentarmi della mancanza di scelta. Il panorama letterario è ricchissimo e continuo a scoprire autori, generi e storie capaci di sorprendermi.

Di troppo? Forse i giudizi assoluti. Un libro può entusiasmare qualcuno e lasciare indifferente qualcun altro, senza che nessuno dei due abbia torto. È anche per questo che amo parlare di libri e confrontarmi con altri lettori: non per stabilire cosa sia bello o brutto, ma per condividere scoperte e punti di vista diversi.

4. Come convinceresti il lettore a leggere di più? Quando si è letto abbastanza?

Credo che il modo migliore per avvicinare qualcuno alla lettura sia incuriosirlo, fargli incontrare il libro giusto, quello capace di appassionarlo al punto da non volerlo più lasciare.

È quello che cerco di fare anche attraverso il mio profilo Instagram: condividere consigli, raccontare curiosità e far scoprire autori e storie. Mi piace soprattutto riscoprire i grandi maestri del giallo, perché conoscere le origini e l’evoluzione di un genere permette di apprezzare ancora di più le storie di oggi.

Quando si è letto abbastanza? Non credo esista un limite.

5. Vivi di scrittura? O per la scrittura?

Non vivo di scrittura. Ho un lavoro a tempo pieno e due figli adolescenti. Le mie giornate sono piuttosto piene, quindi scrivere significa soprattutto riuscire a ritagliarmi del tempo e qualche volta inventarmelo.

Vivo per la scrittura? Non direi, almeno per ora. Ma da quando ho cominciato a scrivere il mio primo romanzo, ho scoperto che i miei personaggi non restano confinati tra le pagine. Mi accompagnano durante la giornata, continuo a immaginare cosa faranno, cosa diranno e cosa combineranno. E quando per qualche giorno non riesco a tornare alle loro storie, mi accorgo che mi mancano davvero.

Non vivo ancora per la scrittura, ma comincio a capire quanto sarebbe difficile, ormai, farne a meno.

6. Qual è il tuo ultimo progetto?  

Stile Liberty, il mio romanzo d’esordio, nato dal desiderio di unire due grandi passioni: l’architettura e la narrativa crime.

La protagonista è Nelly Leone, un’architetta che si ritrova coinvolta in un’indagine e, grazie alle sue competenze professionali, individua alcune incongruenze che mettono in discussione la ricostruzione dei fatti.

Ho voluto costruire un giallo in cui l’architettura non fosse soltanto lo sfondo della vicenda, ma diventasse parte integrante dell’enigma, lasciando spazio anche alle relazioni, ai sentimenti e a una punta di ironia.

7. Qual è il tuo prossimo progetto?

Sto lavorando alla seconda indagine di Nelly Leone. Non posso anticipare molto altro, anche perché sto ancora cercando di capire fino a che punto complicarle la vita.

E poi c’è un thriller psicologico autoconclusivo che mi frulla per la testa, con nuovi personaggi e una storia completamente diversa, più dark.

Insomma, le idee non mancano. Il difficile sarà trovare il tempo per scriverle tutte.

8. Quali sono i pro e i contro della scrittura?

Tra i vantaggi metterei sicuramente la ricerca: scrivere un giallo è un’ottima scusa per approfondire gli argomenti più disparati, dalla criminologia alla storia di un edificio.

E poi, per me, scrivere è un formidabile antidoto alle giornate storte. Quando mi immergo in una storia, riesco a dimenticare i problemi quotidiani per occuparmi di quelli dei miei personaggi. Che, fortunatamente, sono quasi sempre peggiori dei miei.

Il contro principale è il tempo. E il fatto che la scrittura non abbia un vero interruttore: le idee arrivano sotto la doccia, al lavoro o quando dovrei concentrarmi su tutt’altro. Raramente hanno la cortesia di aspettare il loro momento.

9. Dove andresti e cosa porteresti con te?

Andrei a vivere in una casa affacciata sul mare, a pochi passi dalla spiaggia, con un grande patio dove scrivere guardando l’orizzonte. Da progettista, naturalmente, l’ho già disegnata nella mia testa, fin nei minimi dettagli.

Le mie giornate comincerebbero con lunghe passeggiate, in compagnia di un cane che ancora non ho, ma che in questa fantasia è già parte della famiglia.

Porterei con me tutte le mie comodità tecnologiche: computer, smartphone, una connessione Wi-Fi impeccabile e tutti i dispositivi smart possibili e immaginabili. Perché non potrei mai rinunciare alla tecnologia, che adoro.

I libri li do per scontati. Una casa senza una libreria, per me, non sarebbe nemmeno una casa.

10. Perché resti? 

Perchè vivo a Roma. Ho viaggiato molto, visitato città straordinarie e ammirato architetture meravigliose in giro per il mondo, ma per me Roma rimane la città più bella di tutte.

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