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Marta Bassanetti

Marta Bassanetti

Marta Bassanetti è cresciuta e vive a Sassuolo con il marito, i tre figli, tre cani e tre gatti.

Laureata in storia antica con master in Public History, lavora nel settore ceramico. Nel 2019 si trasferisce con la famiglia in Valle Urbana, nella campagna sassolese, dove divide il suo tempo libero tra apicoltura, giardinaggio e lunghe passeggiate con Loki, Ares, e Gea. Tra cani in fuga, sciamature delle api e teste di vitello (ebbene sì, è successo veramente), inizia a tenere un diario della casa, che pian piano si trasforma ne “La Valle dei Sospetti”.

10 DOMANDE PER UN AUTORE

1. Cosa ci puoi dire di te e cosa no?

Nei miei 56 anni di vita ho sommate tante vite, stratificate e compenetrate tra di loro. Sono laureata in Storia Antica con master in Public History, ma da sempre faccio un lavoro assolutamente diverso, tra l’altro commerciale pur essendo timidissima.

Ho tre figli, tre cani, tre gatti e un solo marito (per fortuna!).

Sono apicultrice, amo lavorare a maglia, ricamare e fare lavori manuali in genere, leggere e scrivere. Condivido con mio marito una insana passione per il giardinaggio ed in particolare per le rose (ne abbiamo più di cinquanta esemplari e vogliamo arrivare a cento). Ho senz’altro una vena creativa che deve trovare sfogo in qualche modo così come deve essere alimentata da viaggi, teatro, letture e esperienze varie.

Ho vissuto tutte le tappe dello scoutismo e sono madre, figlia e cognata di scout.

Cosa non posso dire di me? Che vita aggiungerò nei prossimi anni!

2. Cosa scrivi e perché?

Essendo una grande amante dei gialli, tendenzialmente tendo a trasformare gli eventi che leggo o le persone che incontro  in storie  personaggi per trame gialle. La parte mistery è però quasi una scusa per potere parlare di personaggi e luoghi che mi hanno colpito e mi hanno suscitato sensazioni che sento il desiderio di fermare sulla carta.

3. Cosa manca nell’attuale panorama letterario e cosa c’è di troppo?

Manca forse l’alta letteratura, quelle che nasce dalla vera urgenza di comunicare , di mettere nero su bianco lotte, battaglie anche interiori, cambiamenti epocali. Penso tanto a Jane Austen che a Virginia Wolf,  a Dostoyevsky quanto a McCarthy. Ognuno di loro scriveva perché dentro qualcosa urlava e dovevano metterlo sulla carta. Pensiamo a Primo Levi e potremmo andare avanti per ore, per fortuna. Manca quell’opera che ti porta a fondo per poi farti tornare in superficie a respirare con una nuova coscienza. O ce ne vorrebbe qualcuna in più.

Cosa c’è di troppo: in questo mondo direi che l’85% di tutto ciò che viene prodotto a livello intellettuale quanto a livello materiale è di troppo. Io con il mio libro non faccio eccezione. Questo è il motivo per cui ho sentito l’esigenza di passare almeno attraverso il filtro di un concorso, ma non ho dubbi di essere del tutto superflua. 

4. Come convinceresti il lettore a leggere di più? Quando si è letto abbastanza?

Come lo scoutismo mi ha insegnato l’unica cosa che posso fare io in ogni campo è dare il buon esempio. Non posso convincere a leggere, ma posso raccontare ciò che ho letto e magari invitare chi mi chiede consiglio a trovarlo in mezzo alle righe di qualche bel libro. Nella mia famiglia siamo tutti grandi lettori perché in casa abbiamo sempre passato pranzi interi a raccontarci quello che stavamo leggendo.

5. Vivi di scrittura? O per la scrittura?

Vivo con la scrittura. Nella mia vita faccio altro, tanto altro, e scrivo per piacere quando qualche storia mi si forma in mente e mi diverte metterla nero su bianco. Ma scrivo anche sul diario della casa cosa capita a noi e attorno a noi per esempio. Per anni ho tenuto il diario dei viaggi di famiglia in camper e sono sicura che se li andassi a riprendere ora potrebbero essere lo spunto per qualcosa di interessante. La scrittura per me è un momento di divertimento che però mi costringe anche alla riflessione e all’organizzazione dei miei pensieri. in più, trattandosi di gialli è necessario creare una struttura salda degli eventi e tutto ciò è per me, che sono una disordinata seriale è una grande sfida.

6. Qual è il tuo ultimo progetto?  

Ho scritto la prima parte del secondo libro con i protagonisti di “LaValle dei sospetti”. Si intitola “Un volo sospetto” e per ora è in fase di gestazione.

7. Qual è il tuo prossimo progetto?

Un instant book sull’apicoltura scritta a quattro mani con mio figlio Marco. Sarà un libro distribuito in digitale gratuitamente sui social della nostra azienda Apistica per spiegare agli appassionati e agli apicultori alle prime armi come affrontare il mondo delle api con un po’ meno tecnicismi e una visione più olistica.

8. Quali sono i pro e i contro della scrittura?

Veramente di contro non me ne vengono in mente. Penso che comunque scrivere possa essere lo sfogo di una vena creativa, ma a volte possa aiutare anche a fare introspezione. Scrivere non è pubblicare, quindi tutti possiamo farlo e questo non vuole dire che tutti possiamo essere pubblicati o che quello che abbiamo scritto sia destinato a un grande pubblico. 

9. Dove andresti e cosa porteresti con te?

Davvero non è il dove che conta ma il come e con chi. Andrei dappertutto con i miei figli e mio marito o con gli amici. Amo andare a fare scorpacciate di teatro a Londra così come fermarmi a leggere in un parco a Parigi. Amo accompagnare figli e amici a vedere Roma o Napoli o altri luoghi che conosco bene per le mie competenze storiche. Ma alla base di tutto c’è sempre la compagnia.

Come ho scritto nell’esergo del mio libro, posso essere albero e posso essere piroga. Ma sempre per proteggere, dare radici o portare altri, i miei cari.

10. Perché resti?

Dove dovrei andare?

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